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Borse Cult

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15 Feb

Borse Cult

Quale donna non è stregata, ammaliata e soprattutto rapita dalle borse nelle vetrine delle firme più famose ed importanti?

Quasi sempre sono borse costosissime, il che le rende ancora più desiderabili: questo favorisce ,però, anche la copia di brand molto meno costosi, o nel peggiore dei casi, la vera e propria contraffazione. Oggi come oggi, grazie soprattutto all’avvento di internet e di siti come ebay, depop e altri dedicati al vintage, le borse iconiche e costose trovano nuova vita, passando di mano in mano quasi come se fossero preziosi manicotti antichi; la stessa Chiara Ferragni è attivissima su Depop, dal momento che rinnova periodicamente il suo guardaroba e vende ad utenti di tutto il mondo accessori unici a prezzi molto scontati.

Che sia la Speedy di Vuitton (volgarmente chiamata bauletto e portata agli onori grazie ad Audrey Hepburn che la indossava sempre nei momenti più importanti, anche sui red carpet) oppure una Birkin di Hermes, siamo sincere: proviamo un profondo desiderio verso questi oggetti costosissimi. 

Victoria Beckham negli ultimi anni non è mai apparsa in pubblico senza una Birkin al braccio, sia che fosse mini, maxi, in pelle pregiata oppure finita in platino e brillanti; anche Posh Spice ne ha fatto un accessorio indispensabile e parte fondamentale del suo look, tanto che la sua collezione ne conta oltre 100 e supera il valore di 2 milioni di dollari (e parliamo solo del modello Birkin) , mentre per la Kelly (sempre firmata Hèrmes) ha un’altra collezione con pezzi che vantano cifre da capogiro.

Emily Gilmore nel telefilm “Una Mamma per Amica” affermava che un uomo che regala una Birkin ad una donna sia l’uomo perfetto da sposare e tentava inutilmente di spiegare a sua nipote l’importanza sociale e fashion di quella borsa, simbolo della maison francese e dedicata ad un’attrice americana, Jane Birkin, ben più famosa per la borsa che per la sua carriera cinematografica. 

Negli ultimi due anni, abbiamo assistito al grande ritorno della classica 2.55 di Chanel, iconica borsa con le catene in pelle matelassé ideata da Coco in persona nel febbraio (2) del 1955 (55): la stessa borsa ha visto un’evoluzione nella Boy bag lanciata nel 2012 che ha riscosso tantissimo successo soprattutto fra le giovanissime, contribuendo a svecchiare l’immagine della più seriosa 2.55.

Sul finire degli anni ’70, la casa di moda fiorentina Gucci creò la borsa simbolo di quel periodo la Jakie O dedicata a Jakie Kennedy che compariva sempre sui tabloid con la borsa Gucci a spalla.

Inoltre, parlando di borse, non possiamo non citare la celeberrima Chouchou creata nel 1994, poi rinominata Lady Dior o lady D in onore della Principessa Diana d’Inghilterra che letteralmente amava questa borsa e ne possedeva diversi esemplari. Contemporaneamente alla lady Dior inglese, in Italia nacque la Baguette di Fendi che, nel corso degli anni, ha fatto scuola a diversi brand più o meno costosi, diventando simbolo dei primi anni 2000, nel momento in cui impazzavano le mini borse portate a spalla. 

Le borse iconiche sono spesso dedicate a personaggi famosissimi: celebre fu il caso di Grace Kelly a cui venne intitolata la Kelly quando questa divenne simbolo dei suoi outfit (rimarrà infatti ben impressa nella nostra memoria la foto in cui la Principessa usa la creazione Hermes per nascondere la sua gravidanza); famosa è anche la clutch rigida e tempestata di strass con chiusura a teschio di Alexandre McQueen, dedicata alla Union Jack, la bandiera inglese. Sicuramente, andando a scavare negli armadi delle mamme o delle nonne, qualche pezzo iconico lo troviamo, ma avere al braccio la borsa dei desideri (magari acquistata da soli) è tutt’altra soddisfazione. Noi di Savage Blender vi consigliamo di evitare le contraffazioni (che son vietata dalla legge e che risultano essere pure pessime copie di brand low cost) perché l’accessorio è fondamentale in un look ed è anche molto bello!

Editor Ginevra Tahabata Dall’Olmo Graphic Designer Federica Narducci

Edoardo
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