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Atlante Immaginario Della Città

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3 Gen

Atlante Immaginario Della Città

Bolognese di nascita e fortemente legato alla sua città, Francesco Casolari è un giovane artista moderno molto apprezzato sia a livello internazionale che da collezionisti ed appassionati: ha iniziato ad incidere a soli 6 anni e gli scenari urbani erano già protagonisti delle sue lastre. Molti critici hanno definito il suo stile “new fresh pop” proprio perché la sua fantasia e la fantascienza si fondono perfettamente con gli scenari urbani contemporanei. Le sue opere non si limitano solo allo studio architettonico dei monumenti e dell’urbanistica, poiché Francesco dedica tantissima attenzione allo studio della sociologia, della filosofia e dell’economia urbana contemporanea affinché lo spettatore si senta inglobato all’interno dello scenario. Per realizzare la sua ultima opera, Casolari ha impiegato circa 1300 ore ed il risultato è stato una lastra che, composta, misura in totale 1 metro per 1,5. Quando gli ho chiesto come sia nata la sua passione risponde che: “Mia nonna è pittrice, e fin da piccolo (precisamente all’ età di 6 anni) ho iniziato a incidere. I pomeriggi dopo scuola facevo le prime lastrine con la tecnica della puntasecca: fin da subito mi sono concentrato su scenari urbani figurativi, perché la città e la sua società mi hanno sempre interessato. Disegnavo scenari di fine ‘800, inizio ‘900 e li ambientavo a Parigi; inoltre, ho disegnato anche tante scenette ambientate nel medioevo con i cavalieri. Da bambino penso di essere stato accompagnato in tutti musei d’ Italia e Europa, e in casa mia era pieno di libri d’ arte che sfogliavo di tanto in tanto. Credo che questo abbia influenzato parecchio la mia curiosità per l’arte e il disegno.” La maggiore fonte di ispirazione per la sua arte sono i suoi amici, da lui definiti tutti molti intelligenti e creativi; lui stesso si definisce una spugna, poiché assorbe discorsi, idee, consigli culturali, esperienze dei colleghi e amici di una vita per poi elaborarli e digerirli ed esprimerli nei suoi disegni.

La mia opera preferita è sempre l’ultima perché vi leggo meglio i progressi tecnici e quello che ho in testa in quel periodo. Il mio stile è sempre riconoscibile, ma vi è comunque una evoluzione, una progressione fra una lastra e l’altra, una specie di scarto visivo impercettibile. L’ opera che più è piaciuta ai collezionisti è “Ameriqua”. Forse Ameriqua è così tanto apprezzata per il fatto di essere stata prodotta per il film omonimo. Il film per me è divertentissimo: un po’ perché è veramente raro che un progetto fra amici finisca al cinema, un po’ perché mi ricorda il periodo dell’università e tutti i grandi amici del periodo. Forse Ameriqua risulta divertente semplicemente perché rappresenta Bologna e New York. E noi bolognesi amiamo tanto la nostra città e sogniamo New York, e Bologna con le sue centinaia di torri era la Grande Mela del medioevo.”

 Curiosando online e parlando con Francesco, ho scoperto che ha collaborato con diversi brand di moda. Delle sua esperienze mi racconta infatti che: “Ho avuto la fortuna di poter collaborare con l’azienda Keyhole, un progetto di alto livello che mi ha dato l’opportunità di partecipare con la mia collezione al Pitti, al White e anche alla settimana della moda di Berlino, Amsterdam e Copenaghen. Un altro progetto molto importante per me è stato con Back To Basic, grazie al quale è stata realizzata una collezione di t-shirts made in Italy con le mie grafiche. Ho anche una linea di pochettes da uomo BC-Bonvicini&Casolari realizzata insieme alla designer e architetto Sofia Bonvicini. Questi progetti di moda rientrano nel tipo di abbigliamento che interessa a me: l’high-street, lo street wear di alta gamma. Spero di avere altre possibilità in futuro di esprimermi come textile designer.” Francesco, benché sia un artista molto affermato a livello internazionale, rimane sempre un ragazzo molto easy, tranquillo e (come si dice a Bologna) “polleggiato”, ossia con i piedi per terra. Il suo rapporto con i social “è molto buono, mi divertono molto, come gli emoticon: alcuni semiotici del linguaggio ipotizzano che siamo tornati a comunicare come gli antichi egizi, con il linguaggio geroglifico. Sono una persona molto socievole, ma non bisogna confondere le relazioni coltivate tramite uno schermo con quelle reali, quelle rimangono le uniche vere. Diciamo che andare al bar con gli amici o ad una festa rimane più bello e autentico che scorrere post. Sono contento che i social siano arrivati che io ero già parecchio grande; quando ero piccolo le strade, le piazze, i parchi e i locali erano gli unici social e ancora oggi rimangono i migliori e i più efficaci. Il vostro magazine mi piace moltissimo: è elegante e sofisticato, e tratta le informazioni in maniera strutturata. Internet ha dato la possibilità ai blog di mostrare tante microrealtà e microculture molto interessanti e costruttive a tutti e apprezzo molto che il vostro magazine segua questa filosofia.”

Chiacchierando in una freddissima mattina di fine dicembre, Francesco, mi ha confidato che attraverso i suoi disegni vuole trasmettere un bel stile di vita infondendo allo spettatore tranquillità, serenità ed armonia. I prossimi appuntamenti in Italia sono al MAR di Ravenna per la Biennale G. Maestri , ArteFiera a Bologna e ovviamente nelle gallerie d’arte contemporanea delle principali città internazionali.

Editor Ginevra Dall’Olmo Copyright Federica Narducci

 

 

Edoardo
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