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XMas Battle - savageblender

XMas Battle

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9 Dic

XMas Battle

Natale, per noi italiani, significa festa. E significa anche dover scegliere tra due dolci tradizionali che, da Nord a Sud, si sfidano a suon di fette, profumi, zucchero a velo e canditi: il Panettone e il Pandoro.

Pur essendo scolpiti nella nostra memoria fin dalla nostra infanzia, in ogni famiglia prevale un gusto personale ben preciso e, in conseguenza di ciò, si scatena la classica rivalità (peggio che in una curva degli stadi o in una finale di champions!): chi ama l’uno detesterà l’altro e viceversa. Il Panettone, la cui forma a cupola ci ricorda il Duomo di Firenze, è soffice e profumato e presenta una pasta gialla e ricca di canditi e uvetta; il Pandoro veronese, invece, è più delicato ed e ha base a forma ottagonale: le sue fette ricordano una stella ed è per questo motivo che è preferito dai bambini.

Ultimamente, di pandoro e panettone se ne trovano innumerevoli versioni, dal gianduia al cocco, dal limoncello al cioccolato bianco, ai 3 cioccolati, all’amarena o caffè e chi più ne ha più ne metta…

Ma siamo sicuri di sapere davvero tutto su questi magnifici prodotti della tradizione Made in Italy?! Ebbene, la loro origine è nobile e addirittura si perde, come nelle migliori favole, tra documenti antichi, miti e leggende popolari…

La loro ricetta, infatti, risale al Medioevo: sembra, infatti, che il panettone lombardo esistesse già a partire dal 1200, nella forma di pane arricchito di lievito, miele, uva secca e zucca. Nel 1600 invece, si vociferava che avesse la forma di una rozza focaccia, fatta di farina di grano e chicchi d’uva; più tardi, nel periodo ottocentesco, si riteneva che fosse stato un pane di farina di grano arricchito con uova, zucchero e uva passa (poiché quest’ultimo ingrediente aveva una funzione propiziatoria, presagio di future e nuove ricchezze).

Il PAN DI TONI ha perfino una storia tutta sua, risalente alla corte del milanese Ludovico il Moro: un certo Ughetto, figlio di Giacometto degli Antellami, si innamorò della bellissima popolana Adalgisa. Per farsi notare da lei, si improvvisò pasticcere proprio come il suocero Toni: ideò un impasto con acqua e farina e aggiunse a questo uova, burro, lievito e pezzi di arancia canditi. Fu così che, colpita da tanto impegno, anche la contessa Beatrice Sforza convinse i due suoceri ad acconsentire a questo grande amore! Nacque così un’eccellenza gastronomica senza precedenti: il Pan de Toni. Ricordato nella storia anche dal Manzoni, ha poi assunto la sua forma attuale agli inizi del ‘900, grazie al pasticcere Angelo Motta: un delizioso cupcake involtato in un soffice pirottino di carta!

Anche il PANDORO della famiglia Scaligeri non è da meno: numerose sono le storie che lo ritraggono sulle tavole imbandite veneziane la sera della vigilia di Natale, coperto di foglie d’oro e per questo chiamato “Pan de Oro”, ma esistono anche racconti che lo fanno risalire al pan brioche viennese, amatissimo dai Dogi. Comunque stiano le cose, sappiamo per certo che il 14 ottobre 1884 è la data in cui si sancisce la nascita di sua altezza il Pandoro! Quel giorno, infatti, Domenico Melegatti depositò il brevetto per un pane soffice, dolce e dallo stampo con forma di stella troncoconica a 8 punte. Si dice che la sua forma fosse stata disegnata dal pittore impressionista Dall’Oca Bianca, e la cosa non ci meraviglia affatto, perché il connubio arte e cucina ha da sempre affascinato e legato queste due forme di amore per la vita e la bellezza!

C’è poco da fare adesso, l’unica cosa che resta è sceglierne uno e dare il via alle danze. Io prediligo da sempre il Pandoro, che amo follemente per via delle piccole gocce di fondente e per la magia della polvere di zucchero a velo! A chi non è spaventato dalle calorie, ma soprattutto previene con sport, un po’ di dieta e molte passeggiate pre e post feste, svelo un piccolo segreto: sarà ottimo la mattina, con una tazza di latte tiepido, appena riscaldato e cosparso di Nutella (o cioccolata homemade) ovviamente calda! Oppure gustatelo la sera sotto al plaid, davanti al camino o alla tv e con un buon calice di Prosecco in mano!

Editor; Eleonora Le Pera  Copyright; Federica Narducci

Edoardo
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