Quale filler usare?

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29 Nov

Quale filler usare?

Dottor. Jacopo Scala

Quale filler usare ??

Spesso mi viene chiesto quale sia il filler migliore e, dato che, non esiste una risposta univoca cercherò di chiarire alcuni concetti.

Innanzitutto invito a riflettere che in Italia sono autorizzati 137 diversi tipi di filler (Fonte Min. Sanità) mentre negli Stati Uniti la F.D.A. ne ha autorizzati 7.

Appare ovvio che in Italia siano disponibili molti più prodotti di quanto sarebbe realmente necessario e il motivo è da ricercarsi nel fatto che visto l’aumento della richiesta molte ditte si sono affacciate su questo mercato, anche con buoni prodotti, ma che non differiscono sostanzialmente da quelli già presenti. Ci ritroviamo quindi tanti “cloni” con nomi commerciali diversi e talvolta anche prezzi assai diversi.

Per districarsi quindi in questa giungla occorre distinguere i vari tipi di filler:

I più comuni sono i filler riassorbibili come l’acido ialuronico (durata media intorno ai 5-6 mesi) e l’idrossiapatite (durata media intorno ai 12 mesi) entrambe sostanze presenti nel nostro organismo come componenti della pelle o dell’osso e che vengono completamente metabolizzate senza reazioni avverse.

I filler semipermanenti sono polimeri acrilici in soluzione acquosa che vengono lentamente e talvolta incompletamente riassorbiti, vengono poco usati perché in passato hanno dato reazioni da corpo estraneo, dato che non sono materiali estranei al nostro organismo, o problemi di migrazione spostandosi dall’originario punto di inoculo.

Per i filler permanenti in passato veniva usato l’olio di silicone ora proibissimo perché causa tutti i problemi sopra esposti oppure il grasso prelevato da un altro distretto corporeo dello stesso paziente e utilizzato come riempitivo. Quest’ultimo è il filler ottimale ma necessita di un trattamento chirurgico talvolta non semplice per il prelievo e l’elaborazione prima di essere utilizzato e quindi diviene non utilizzabile ambulatoriale ma in sala operatoria (vedi lipofilling).

Se consideriamo che il gran numero di prodotti sul mercato appartiene quasi esclusivamente alla categoria dei riassorbibili a base di acido ialuronico diviene ancora più evidente che vi siano grosse motivazioni commerciali dietro a questa pletora.

Deve comunque essere detto che anche i filler a base di acido ialuronico non sono tutti uguali ma si distinguono in più o meno reticolati. Per capire cosa significhi questa parola dobbiamo conoscere la struttura chimica della molecola stessa: L’acido ialuronico è un polimero di zuccheri che forma una catena più o meno lunga. Questa catena fisiologicamente sarebbe rapidamente “smontata” e metabolizzata dagli enzimi presenti nel nostro organismo e pertanto per renderla più duratura viene agganciata ad altre catene tramite degli “anelli” trasversali con altre catene. Più anelli trasversali vengono aggiunti più l’insieme di varie catene diviene compatto e le catene interne divengono meno aggredibili dagli enzimi e quindi più resistenti nel tempo. Immaginate un certo numero di catene legate tra loro da anelli trasversali che si raggomitolano una sull’altra e capirete quanto possa diventare difficile districare il tutto.

Però questi complessi più reticolati (o con più cross-linking per dirla all’inglese) sono più rigidi e quindi più difficili da utilizzare in zone molto soggette a movimento come potrebbero essere le labbra perché in determinate posizioni potrebbe risaltare il filler depositato anziché plasmarsi come normalmente farebbero la pelle e i tessuti sottostanti, in pratica si rischia di vedere dei “bozzi”. Questi filler più “rigidi” si usano bene in zone poco soggette a movimento come ad esempio sul naso.

Per questo non esiste una vera regola per capire quindi quale sia il filler migliore per una determinata zona del volto e del corpo ma conta molto l’esperienza e la “mano” del medico. Ci possono essere medici che dosando in modo esperto filler rigidi ottengono buoni risultati anche in zone molto mobili e altri che preferiscono non rischiare usando filler più morbidi anche se questo può lievemente ridurre la durata del trattamento. Quindi la scelta del miglior filler per lo specifico trattamento di ogni paziente spetta al medico che con la sua conoscenza ed esperienza riesce ad individuare tra i vari prodotti disponibili quello più adatto; dopotutto chi direbbe a un pittore quale pennello usare per dipingere un quadro ?

Edoardo
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