Fabrizio Casu

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26 Ott

Fabrizio Casu

Editor Ginevra Tahabata Dall’Olmo

Come avrete già notato con l’articolo-recensione sul saggio “ Il Gioiello” Savage Blender ha il piacere di presentarvi un giovane fashion designer che collaborerà con noi. Si chiama Fabrizio Casu, e sicuramente avrete già letto il suo nome sul web grazie alla grande vetrina che meritatamente sta avendo in relazione al suo saggio su “ Il Gioiello nella storia, nella moda e nell’arte” e soprattutto all’ultimo interessantissimo saggio sulla chemise che presto vi presenteremo sul nostro magazine. 

Sassarese DOC, Professore di storia del costume e di progettazione moda nelle scuole pubbliche e private, per inseguire il suo sogno di studio della moda e del costume ha lasciato la sua bellissima terra di Sardegna per volare a Milano e laurearsi al Naba. Vi lascio direttamente alle Sue parole dandogli il benvenuto nello staff di Savage Blender !

Come è nata la passione per il fashion design?

… Se chiudo gli occhi mi rivedo a sei anni, scarabocchiando su un quadernino a quadretti le mie “proposte moda” per Jem & le Olograms (un cartoon straordinariamente fashion per i canoni della tv per bambini): correva l’anno 1986. Credo di aver assorbito come una spugna tutto ciò che l’atmosfera frizzante di quel periodo potesse offrirmi in termini di novità: musica, look, grafica, design, pop culture…

Ecco la mia passione per il fashion design nasce essenzialmente da un culto viscerale del Colore e della Decorazione… Poi, in accademia, questa passione si è professionalizzata ed è diventata esplorazione della Forma e della Materia.

Oggi ho preso le distanze da tutto questo e il mio percorso da pratico (progettista) è diventato teorico (saggista): diciamo che sono approdato ad una riflessione sulla funzione metalinguistica della moda, mi interessa cioè spiegare in che modo lo stile comunica diventando temperie storica e atmosfera sociale. 

Quale figura storica t’ispira maggiormente?

Tante, troppe: tutte femminili. Adoro le “donne ossimoro”, quelle che hanno il coraggio di viversi fino in fondo le proprie contraddizioni e che non hanno vergogna di manifestare la dualità (o pluralità) del loro essere: quelle che oscillano fra conservazione e rivoluzione (Coco Chanel, Marie Antoinette), fra passione e business (Madonna Ciccone, Marlene Dietrich), fra potere e ricerca di libertà (Virginia de Leyva/la Monaca di Monza). Adoro le donne militanti (da Emma Goldman a Emma Bonino), quelle coltissime (da Isabella d’Este a Margherita Sarfatti), quelle autoironiche (penso alla grande Anna Marchesini!) e infine adoro le donne androgine (Annie Lennox, Grace Jones, Tilda Swinton…).

Come è nata l’idea del saggio sul “gioiello” e di quello sulla “chemise”?

L’idea del saggio sul gioiello è nata da una necessità di conoscenza: nel mio percorso di studi non avevo affrontato questo argomento e le informazioni reperite a tal proposito erano sempre troppo frammentarie. Ho quindi pensato di sviluppare un manuale che fosse agevole da consultare, schematico nella struttura, sintetico (pur abbracciando un’ arco di tempo vastissimo) e soprattutto di facile comprensione. L’approccio ovviamente non è stato quello di un tecnico di settore, ma di un “analista della comunicazione”, teso a privilegiare argomenti quali le funzioni dell’ornamento prezioso (protezione, status symbol, rappresentazione dell’identità individuale), la sua iconologia nel corso delle epoche ed infine il suo legame simbiotico con l’arte e con la moda.

Relativamente al saggio sulla chemise, invece, ciò che mi ha spinto scriverlo è stata la fascinazione per una fase di transizione (la fine dell’Ancien Régime), per una figura storica controversa (la regina Marie Antoinette) e per un abito (la chemise appunto) che, nella sua disarmante semplicità, diventa simbolo del cambiamento in atto e di tutti i fermenti culturali che si agitano nell’atmosfera alla fine del XVIII secolo: la passione per l’Antico (Winkelmann), l’esplosione del sentimento (Goethe), il ritorno alla Natura (Rousseau), l’anglomania e la borghesizzazione della società

Non vi resta che leggere i suoi interessanti ed accattivanti saggi e soprattutto non perdere i suoi preziosi articoli sul nostro magazine !

Edoardo
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