Matteotti Rulez

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20 Giu

Matteotti Rulez

Questa è la storia di un uomo. Un uomo semplice , ma con il “difetto” di non riuscire a stare zitto. Un uomo del passato, che non si fece problemi a dire la propria opinione anche quando sapeva benissimo che ciò gli avrebbe causato una brutta fine. Questa è la storia di Giacomo Matteotti, parlamentare socialista del ventennio , ucciso dalla polizia segreta di Mussolini, in seguito alle sue sempre più frequenti dichiarazioni contro il regime.
Matteotti nacque a Fratta Polesine il 22 maggio 1885. Finito il ginnasio scelse la facoltà di giurisprudenza dove, si laureò nel 1907. Si consacrò alla politica nel 1919 , anno in cui venne eletto in parlamento. Nel 1922 venne espulso dal partito socialista italiano e, due anni dopo, entrò nel partito socialista unitario con Filippo Turati.
Il 30 maggio 1924 Matteotti prese la parola alla Camera dei deputati per contestare i risultati delle elezioni tenutesi il 6 aprile. Mentre dai banchi fascisti si levavano contestazioni che lo interrompevano più volte Matteotti denunciò una nuova serie di violenze, illegalità ed abusi commessi dai fascisti per riuscire a vincere le elezioni. Celebre la frase “« Io, il mio discorso l’ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me”, rivolta ai propri compagni di partito, in seguito alle focose dichiarazioni sul regime di Benito Mussolini. Matteotti promuoveva un’azione concreta volta ad arginare e combattere duramente la politica fascista. Come è plausibile questo non era gradito dalla controparte.
Il 10 giugno 1924 Matteotti venne sequestrato da agenti della polizia politica. Dentro la lancia kappa che venne utilizzata per il sequestro avvenne uno scontro furibondo, durante il quale il parlamentare riuscì a buttare dal finestrino il proprio tesserino. Poi, mentre la colluttazione si intensificava, uno degli agenti , Giuseppe Viola, estrasse un coltello e colpì il deputato sotto l’ascella e al torace. Il politico socialista morì dopo un’agonia di due ore e il corpo venne abbandonato a 25 km da Roma.
La scomparsa del deputato venne subito del politico , che ricevette le dovute cerimonie e la tumulazione nella tomba di famiglia. Molti sono i retroscena legati al caso Matteotti; come la famosa secessione dell’Aventino, la quale avvenne come protesta da parte dei compagni di lotta nei confronti del governo di Mussolini, chiaramente legato alla dipartita del deputato. Altro fatto inerente è il caso Sinclair oil; pare, infatti, che uno degli esecutori dell’omicidio avesse redatto un memorandum , inviato ad alcuni texani , dove si diceva che Mussolini avrebbe dato ordine di eliminare Matteotti, affinchè costui non denunciasse il pagamento di tangenti dalla Sinclair oil al governo italiano, per avere un corridoio preferenziale per ottenere concessioni per la raccolta del greggio in Sicilia ed Emilia.
Altra questione è la versione alternativa del caso, secondo cui la famiglia non avrebbe mai attaccato il Duce come possibile mandante, anzi avrebbe ricevuto una somma dalla polizia politica, in cambio di un acquiescenza verso il regime.
Non si hanno notizie certe sul reale corso degli eventi, anche se la versione più accreditata sarebbe quella dove quattro agenti della polizia segreta fascista, avrebbero prelevato con la forza il deputato, che sarebbe stato ucciso con una lima da ferro. Successivamente i quattro si sarebbero disfatti del corpo e sarebbero tornati a Roma.Di certo c’è che il caso Matteotti creò uno spartiacque
che determinò la trasformazione del fascismo da movimento politico in regime,costringendo gli italiani impegnati in politica o fedeli ai valori delle libertà a scegliere da che parte stare.
Qui finisce la storia dell’uomo rivoluzionario, che cercò di arginare il fascismo sul nascere, nel nostro paese, prima che questo creasse i danni che ha creato. Quello che non finisce mai, o che non dovrebbe finire mai, è l’impegno a non dimenticare,mai, e a ricordare sempre.

Editor Michele Bianchini Graphic Designer Elia Manta

Edoardo
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