”Karin” History Tellers

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23 Mag

”Karin” History Tellers

Linea Karin.Questo è il nome che le truppe tedesche, nel 1944, diedero a una linea di difesa posizionata nel basso casentino, nella zona intorno a Subbiano, in provincia di Arezzo. Lo scopo era quello di rallentare l’avanzata alleata, affinchè potessero approntare le difese di Firenze e sulla famigerata Linea Gotica. Da qui nasce questa storia. La storia di un’avventura. La storia di un gruppo di persone con una passione in comune, che vogliono fare qualcosa di importante: ricordare e tramandare la storia, affinchè non vada perso nel tempo, affinchè non diventi una pagina fredda del nostro passato.
Erodoto dice che un fatto muore quando nessuno lo racconta più. L’associazione “ Quelli della Karin” gestisce un museo sulla Seconda guerra mondiale, proprio a Subbiano. Il museo comprende pezzi unici di storia rinvenuti direttamente nei luoghi degli scontri, o regalati da amici o dalla popolazione stessa, proprio per far sì che il ricordo non si perda e che la storia rimanga nel territorio dove è avvenuta. Pezzi di storia che ricordano quei giorni, dove ragazzi di 18,19, 20 anni si trovarono nei due schieramenti, tedeschi ed alleati, che immolarono le loro giovani vite, chi per la difesa del terzo reich, chi per la conquista della libertà. Infatti la Linea Karin venne investita da duri scontri, con l’operazione” vandal” , il 3 agosto 1944. I combattimenti terminarono il 10 agosto successivo e videro un’intera generazione disperdersi sul suolo dei monti attorno a Subbiano.


Quelli della Karin, oltre che a compiere ricerche storiche e a gestire il loro museo, si propongono anche fautori di eventi ed organizzazioni sul territorio, e si impegnano molto nell’adempire al loro impegno.
Ad esempio, nel giugno del 2017, l’associazione ha riconsegnato un piastrino di riconoscimento italiano, alla nipote del proprietario, che lo aveva abbandonato nei boschi locali, per combattere affianco ai partigiani. Oppure, nel marzo del 2018, ha consegnato i resti di un carro armato inglese,colpito da una mina, al nipote e al padre del carrista che lo guidò nell’estate del 1944.
Durante le ricerche sul campo, frutto di studi sulle mappe e sulle documentazioni di entrambi gli schieramenti, i ragazzi hanno anche rinvenuto alcune spoglie di soldati caduti in quei drammatici giorni, sia nello schieramento dell’asse che nella compagine alleata. A quelle spoglie sono stati restituiti gli onori funebri ed è stata data degna sepoltura.
L’associazione ha in cantiere una grande iniziativa per il 14 e 15 luglio, con due giorni pieni di attività aperte a tutti,proprio sui luoghi dove lo scontro fu più cruento.
Quelli della karin portano avanti il loro compito con umiltà e determinazione, nella speranza che il ricordo di quello che le generazioni dei nostri nonni hanno vissuto non sfugga mai dalle menti delle future generazioni.

Editor Michele Bianchini  Graphic Designer Elia Manta

Edoardo
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