Olympics: Fashion In Figure Skating

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8 Feb

Olympics: Fashion In Figure Skating

Durante l’inverno molti di noi pattinano sul ghiaccio: che sia sulla pista di pattinaggio cittadina (solitamente allestita per il periodo natalizio) o su un lago ghiacciato in mezzo alle montagne, tanti non resistono proprio alla tentazione di scivolare su una superficie gelata, rischiando spesso di cadere, a volte anche in

modo rocambolesco. Quel che spesso ignoriamo, però, è che il pattinaggio su ghiaccio è una disciplina difficilissima: dietro alla magia dei degli abiti di scena e ai sorrisi degli atleti infatti, c’è molto di più. Il 9 Febbraio inizieranno in Corea del Sud le Olimpiadi di Pattinaggio e gli atleti più bravi del mondo si sfideranno in pista a suon di salti tripli e quadrupli, trottole, sollevamenti e complicate coreografie sulle musiche più originali del momento. Da spettatori, la prima cosa che ci rimane impressa sono gli abiti di scena: scintillanti e spesso striminziti (e a volte di colori molto discutibili) essi sono sempre a tema con la musica e la coreografia interpretata dall’atleta. Nel corso degli anni i costumi sono cambiati molto sia perché si sono evoluti molto i tessuti e le decorazioni, (sempre più moderni e spettacolari) sia perché, per rimanere al passo con i tempi, anche i costumisti si sono adeguati, cercando di conciliare i dettami delle passerelle alle esigenze di scena degli atleti e dei rispettivi coreografi. 

Era il 1988 quando, alle Olimpiadi di Calgary, la pattinatrice tedesca Katarina Witt trionfava con la sua coreografia sulle musiche della Carmen, ispirando tanti costumisti del settore con il suo iconico abito dalle spalle e maniche molto ricche. Ora le moderne Carmen hanno costumi quasi minimali e molto eleganti: a questo proposito, non possiamo non citare la Carmen della stagione corrente, la russa Ksenia Stolbova, grande esclusa dai Giochi imminenti a causa di problemi politico-burocratici.

Per quanto riguarda il pattinaggio su ghiaccio, non possiamo non nominare l’italiana Carolina Kostner, famosa per le sue recenti medaglie, per le sue rovinose cadute durante i programmi di gara e per i suoi meravigliosi costumi del periodo 2006-2011 ideati apposta per lei da Roberto Cavalli. Anche Vera Wang, ex pattinatrice e ora stilista famosissima ed apprezzatissima, ha curato la realizzazione dei costumi di gara delle americane Michelle Kwan e Nancy Kerrigan, pattinatrice nota per la sua rivalità con Tonya Harding.

Per le Olimpiadi imminenti, Vera Wang ha curato invece i costumi dell’americano Nathan Chan, grande protagonista della stagione e sicura medaglia ai Giochi coreani. Nonostante i costumi siano personali e strettamente legati alla coreografia e al brano scelto dell’atleta, essi devono anche rispettare alcune regole che la Federazione interazionale del Ghiaccio (ISU) ha imposto: per le donne del pattinaggio artistico, il gonnellino  non deve infatti superare la metà coscia e non può essere troppo attillato; per le donne della danza, invece, la gonna deve essere più lunga e ampia ( fino quasi alle caviglie); gli uomini devono indossare un pantalone lungo e una maglietta a maniche lunghe; nelle coppia di artistico o danza il costume dell’uomo deve avere richiami al costume della donna ma, in ogni caso,  per tutti gli atleti le decorazioni devono essere ben fissate (altrimenti è prevista una penalità nel punteggio  finale) e, soprattutto nelle donne,  il costume deve essere un pezzo unico poiché nelle gare non sono permessi costumi con gonna e top staccati. Il costume di gara in questo sport magico ha grandissima importanza: i giudici devono infatti dare spazio anche all’abito sul punteggio definitivo, poiché è necessario che esso sia adeguato, non scandaloso o volgare, che sia a tema e soprattutto che rispetti tutti i canoni della moda con le adeguate attenzioni al regolamento. Un singolo outfit di gara può costare addirittura fino a 7 mila euro e questo non deve sorprenderci molto dato che la lavorazione è tutta artigianale: ci vogliono quasi 40 ore di lavorazione perché tutti i decori in paillettes, cristalli Swarovski, lustrini e perline sono ricamati e fissati interamente a mano. Non dimentichiamoci inoltre che gli outfit più costosi e pesanti (perché gli abiti più ricamati pesano quasi fino a 1.5kg) accompagnano gli atleti nelle gare più importanti, quali quelle olimpiche, e saranno fotografati, filmati e postati sul web soprattutto se l’atleta arriverà a medaglia e salirà sul podio A questo punto, non ci resta che augurare un grande in bocca al lupo a tutti gli atleti perché noi siamo già pronti a perderci sulle note della musica, incantati a guardare le evoluzioni sul ghiaccio e stregati del brillio e luccichio dei costumi più scintillanti!

 

Editor Ginevra Tahabata Dall’Olmo Graphic Designer Federica Narducci

Edoardo
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