FICO New Opening

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9 Gen

FICO New Opening

Il 15 novembre è stato inaugurato a Bologna FICO, il parco eno-gastronomico più grande del mondo, caratterizzato da 100 mila mq di spazi espositivi, aree vendita, ristoranti e laboratori didattici: insomma, una sorta di Disneyland del cibo.

FICO (acronimo di Fabbrica Italiana Contadina) vanta, in numeri, circa 700 dipendenti, 4000 mila addetti all’indotto, 150 aziende coinvolte nella realizzazione (e fulcro centrale del parco) e 45 punti di ristoro cucina regionale d’eccellenza e di street-food. Questo imponente progetto nasce da un “sogno” – come ama definirlo Oscar Farinetti- imprenditore di successo già patron di Eataly (famosissima catena di punti vendita di prodotti dell’eccellenza eno-gastronomica italiana all’estero), di Unieuro e di altri gruppi italiani. 

Come accennato, questo importante progetto è stato deciso a tavolino dal primo cittadino di Bologna, Virginio Merola, e dall’imprenditore piemontese Oscar Farinetti; il primo ha concesso l’area dell’ex CAAB di Bologna (importante nodo europeo di smistamento di frutta e verdure fresche e di diverse corsie preferenziali burocratiche ed urbanistiche) ed il secondo, consorziato con Coop, ha accumulato una sessantina di milioni di euro di partenza per concretizzare il tutto. La realizzazione di FICO in soli quattro anni è un esempio lampante di come in italia quando si vuole fortemente un progetto e perché no si ha anche qualche buona conoscenza si riesce veramente a fare qualcosa di ineguagliabile. Uno dei punti saldi di questa iniziativa sono state le 40 aziende coinvolte le quali, non solo hanno allestito punti di vendita diretta, ma hanno anche spostato alcune linee produttive all’interno del parco; prime fra tutte Granarolo (che produce mozzarella) e Baladin (che ha aperto un birrificio).

Inoltre, la vastità dell’area parco permette di organizzare moltissimi eventi: oltre ai ristoranti, sono infatti presenti aule didattiche, un centro congressi da 1000 posti a sedere, dei punti ristoro, angoli di street food, un bazar, il mercato, enoteche, giostre ludiche, allevamenti di bestiame dimostrativi e quasi 2000 cultivar.

All’interno di questa “cittadella del cibo italiano” ci si sposta o a piedi oppure con comode bici a tre ruote (marchio di fabbrica Bianchi, altra eccellenza italiana) fornite all’ingresso; la pianta della struttura è ad L e ne fornisce, per questo motivo, una fruizione quasi ottimale.

FICO punta dunque ad educare l’avventore al buon cibo e alle materie prime italiane; ci auguriamo che abbia un grande successo in fatto di visite e speriamo anche che, a fronte di un inverno gelido e di estati torride, i manager di questo colosso organizzino ripari adeguati per il bestiame “da esposizione”. 

Perciò, non ci resta che armarci di fame, carta di credito e scarpe comode per partire alla scoperta della Disneyland bolognese del cibo!

Editor Ginevra Tahabata Dall’Olmo Graphic Designer Federica Narducci

Edoardo
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